Vecchiano – Il Consiglio Comunale di Vecchiano introduce il Question Time. Nella seduta consiliare di ieri (12 marzo, ndr) è stato infatti approvato all’unanimità l’inserimento di questa pratica di origine anglosassone, tipica dei lavori assembleari; una fase divenuta ormai consolidata anche all’interno del Parlamento Italiano e che, sempre più, si sta diffondendo anche presso le Amministrazioni locali.

“Il Question Time era previsto nel nostro mandato di legislatura, al fine di incentivare forme di partecipazione al governo locale”, commenta il Sindaco Giancarlo Lunardi.

Ma vediamo come funzionerà il Question Time all’interno del Consiglio Comunale vecchianese: ogni capogruppo, o suo delegato, può sottoporre al Sindaco una questione su un argomento di rilevanza generale, connotato da urgenza o da particolare attualità politica che riguardi direttamente l’Amministrazione Comunale. La “questione”, consistente in una sola domanda, formulata in modo chiaro e conciso, dovrà essere presentata almeno 48 ore prima dell’inizio del Consiglio Comunale, esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica del Sindaco (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e della Segreteria del Consiglio (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o al fax dell’Ente (050/868778). Spetta al Presidente del Consiglio autorizzare la discussione delle singole questioni, consentendo ai presentatori un’illustrazione per un massimo di quattro minuti; il Sindaco, o l’Assessore dallo stesso delegato, risponde per non più di cinque minuti ed il presentatore ha diritto di replica per non più di un minuto. Il tempo massimo concesso per l’esame delle questioni a risposta immediata non può superare, complessivamente, i trenta minuti per ogni seduta consiliare.

“Attraverso questo strumento, riteniamo che tutti i membri del Consiglio Comunale potranno farsi portavoce delle esigenze espresse dai cittadini,” conclude il Sindaco Lunardi. “Si tratta, pertanto, di un’ulteriore estensione della vita democratica della nostra comunità”.

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