Molta partecipazione al Consiglio Comunale aperto che si è tenuto stamani mattina (21 maggio ndr) nell’auditorium della scuola media “G. Leopardi” di Nodica con Ordine del Giorno “Attentato di Brindisi”. Il Sindaco Giancarlo Lunardi ha aperto la seduta consiliare ringraziando la Dirigente Scolastica, Sonia Pieraccioni, che ha prontamente accolto l’invito dell’Amministrazione Comunale a svolgere la seduta consiliare nella scuola, in modo da consentire un’ampia partecipazione degli insegnanti, dei ragazzi, dei genitori e di tutta la popolazione vecchianese. “Mai, nella storia del nostro Paese, ci si era spinti nella bestialità di attaccare con le bombe la scuola ed i ragazzi, anche se la mafia e il terrorismo hanno ucciso più volte con i loro ordigni tanta gente e, fra queste, anche dei giovani. Attentare ad una scuola significa colpire un simbolo che rappresenta la gioventù, la cultura, il sapere e che, soprattutto, incarna il futuro del nostro Paese” ha affermato nel suo discorso il Sindaco Lunardi.

Il primo cittadino vecchianese ha poi posto l’accento sul fatto che, chiunque sia il mandante, “le modalità, le finalità ed anche gli effetti dell’attentato di Brindisi sono chiaramente terroristiche”. Molti sono i fattori che indurrebbero a pensare che l’attentato sia di stampo mafioso: “il nome della scuola professionale per la moda e per il turismo è “Morvillo_Falcone” uccisi dalla mafia corleonese di Riina e Provenzano proprio venti anni fa, la tappa a Brindisi della carovana antimafia, l’evento pubblico “Raccontare il territorio, promuovere la legalità” organizzato per il 24 maggio nella vicina Mesagne, i ventuno arresti per associazione mafiosa disposti il 3 maggio, l’incendio dell’auto del Presidente dell’Associazione antiracket Fabio Martini”, ha elencato questi dati di fatto il Sindaco Lunardi.

“E’, in ogni caso, compito dei magistrati e delle forze dell’ordine accertare la verità e a loro, che hanno versato tanto sangue per la lotta alla mafia, a partire da Falcone e Borsellino, va la nostra solidarietà ed il nostro profondo incoraggiamento a non lasciare niente di intentato per assicurare alla giustizia i carnefici o il carnefice di Brindisi. Ma anche alle istituzioni, alle forze politiche e sociali, a tutti noi, spettano compiti non inferiori nella lotta alle mafie ed al crimine”, ha aggiunto Lunardi.

“Bisogna uscire da questa drammatica crisi economica e sociale del nostro Paese e dell’Europa, moralizzare la politica e renderla credibile agli occhi dei cittadini, sentirsi parte integrante di uno sforzo nazionale e unitario per liberare il Paese da questo cancro che rischia di distruggerlo in modo irreparabile. Alla scuola e alle famiglie, non c’è dubbio, spetta l’onere più difficile e più impegnativo: quello di formare ai nuovi cittadini una coscienza per il bene comune, per la legalità, per i diritti ed i doveri della democrazia”.

“Disse, una volta, il giudice Caponnetto, maestro di Falcone e di Borsellino, che la mafia teme di più la scuola e la cultura dei magistrati e della polizia, poiché i magistrati ed i poliziotti si possono uccidere, ma la coscienza delle nuove generazioni che amano la legalità, la libertà, la giustizia e la democrazia non possono essere eliminate, né con i mitra né con le bombe. La scuola ha, infatti, un ruolo fondamentale e lo avrà sempre, poiché qui nasce la coscienza dei futuri cittadini liberi e consapevoli”.

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